Ho stilato per l'ottimo sito www.farwest.it una bibliografia riguardante i libri, pubblicati in Italia, sui nativi americani, qui sotto il link
http://www.farwest.it/?p=18994
riflessioni su quello che leggo, che vedo,che sento, che ascolto, che penso sull'america...su quella parte di america che è stata chiamata stati uniti
Scomparsi è il libro di esordio di Mary McGarry Morris del 1988, a cui ne sono seguiti molti altri, in Italia è stato tradotto e pubblicato solo questo, uscito nel 2014 con la traduzione di Antonio Bischioso per la Fandango/Playground.
Nessuno della band si ribella, ormai assuefatto al
Il film ha una sua specificità formale, adeguata al contenuto e con un suo fascino, la scena iniziale in cui la telecamera si muove all'interno di un corridoio avvicinandosi al ragazzo che suona la batteria è preludio di un atmosfera claustrofobica, è infatti dal buio di quella stanza che apparirà Fletcher quasi come un demone che si materializzi; la maggior parte delle scene sono realizzate all'interno del conservatorio mantenendo così un clima cupo a contrasto con le scene girate in esterno che sembreranno quasi disturbare l'attenzione dello spettatore.
Sono spesso usati dei primi piani molto ravvicinati, quasi si volesse entrare dentro i personaggi o farli uscire fuori dallo schermo..jpg)
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Il
ritmo incalzante di una batteria, il tictac di un orologio, dialoghi serrati,
scene che si susseguono senza nessuno stacco, corridoi angusti, voli umani più
o meno immaginari, meteore incandescenti che cadono.
Thompson si muove fisicamente tra un camerino trasandato e fatiscente, i cunicoli stretti del teatro, il suo palcoscenico e le vie caotiche di NY ; professionalmente esce dall'apparato artefatto Hollywoodiano per entrare in quello teatrale dove si alternano problemi economici a problematiche relative alla mediocrità degli attori o alla loro grandezza smorzata da caratteri a dir poco eccentrici, dove tutto è in mano ad arroganti e autoreferenziali critici teatrali che decidono le sorti di uno spettacolo; personalmente si dibatte nello sdoppiamento di personalità che lo perseguita: Birdman è diventato il suo alter ego, lo incalza per cercare di riportarlo a interpretare ancora il ruolo cinematografico che gli aveva dato successo. Riggan lo sente, lo vede, ci discute, ci litiga, non riesce a scrollarsi di dosso l'ebbrezza della notorietà, del successo facile, ma non è più giovane e vorrebbe dare alla sua vita una svolta che dia un senso più profondo alla sua esistenza. Intorno a lui è evidente "il genocidio culturale" in atto attraverso i media, la creazione virtuale di eventi e personaggi tramite i social network, la possibilità di diventare qualcuno pur essendo niente, la glorificazione di qualcuno o qualcosa senza che abbia dei meriti effettivi per giustificarla, una melma in cui viene decerebrata la realtà e impantanata la verità. C'è una scritta significativa, su di un foglio attaccato allo specchio del camerino: "Una cosa è una cosa, non quello che si dice di quella cosa", sembrerebbe messo lì a promemoria di un più attento e coscienzioso contatto con la vita reale.
Le sue capacità piscocinetiche: vogliono suggerirci che lui è Birdman? sposta gli oggetti con la forza del pensiero, rimane sospeso in aria mentre medita, lo si vede alzarsi in volo, le persone sulla strada, dalle finestre lo vedono volare, atterra davanti al teatro, ma la scena immediatamente successiva ci fa capire che in realtà è arrivato in taxi.
Sembra che la tecnica cinematografica, di indubbia qualità, da forma atta a esprimere diventi essa stessa sostanza del film, che non sia il veicolo per raccontare qualcosa, ma che quel qualcosa serva per realizzare quella forma.
Ava DuVernay, afroamericana già vincitrice al Sundance Film
Festival del 2012 per Middle of nowhere, ha diretto un film storico dove il
soggetto è quindi circoscritto dagli eventi che racconta, le marce, da Selma, Alabama, fino alla capitale dello stato Montgomery,
La figura di Martin Luther King è al centro del film, ma non
se ne dà una visione agiografica, è l’uomo che viene colto, conscio delle
proprie responsabilità di leader, assalito da paure e dubbi, teso nell’intento
di scegliere la cosa giusta per l’intera comunità che guida.
Controaltare a questa tipologia di comportamento non violento era rappresentato dalla dottrina di autodifesa armata di Malcolm X, che appare nel film in un breve frammento in cui incontra Coretta Scott King mentre il marito è in carcere. X era a Selma, il 4 febbraio, perchè sollecitato a partecipare dal SNCC, l'organizzazione non violenta degli studenti, a una conferenza organizzata dalla Southern Christian Leadership Conference e sponsorizzata dallo stesso King, ma anche perchè, nonostante le sue critiche al movimento del pastore protestante, era affascinato dalla costanza e dal coraggio della battaglia di Selma. Parlò a una folla di 300 persone lodando l'impegno di King, ma ponendo come alternativa, a un eventuale suo insuccesso, la sua tipologia di resistenza..jpg)
Sono state mosse critiche alla regista per aver dato un'immagine negativa di Lyndon Johnson, ma da quello che mi risulta i fatti avvennero proprio così, e l'atteggiamento del Presidente fu esattamente quello descritto, e bene lo sottolinea King quando, sollecitato a rinunciare alle marce per evitare violenze, rispose che non era lui a dover fare un passo indietro ma lo Stato a doverne fare uno in avanti e garantire, una volta per tutte e per tutti, i diritti Costituzionali tanto decantati per tutti i cittadini americani ma osteggiati per la popolazione afroamericana, di ribaltare quello che di fatto era il segregazionismo: il non diritto di vivere per i neri e il diritto di non farli vivere dei bianchi.
E' una metafora che, anche se non palesata come in American sniper, è spesso usata nei films di Eastwood e nella cultura americana, di cui lui, nel bene e nel male, è portatore.
Non è un film a favore della guerra e non mi sembra grondi patriottismo come alcuni hanno rilevato, l'assurdità della guerra è presente nei detriti sminuzzati delle abitazioni irachene, nella polvere delle macerie che ricopre tutto e rende monocolore un mondo intero e i suoi abitanti. C'è un contrasto imbarazzante tra quel colore e il verde del Texas, il verde dei prati delle case ordinate dove bambini felici giocano e non hanno granate nascoste sotto i vestiti. Ma la sabbia è fine, sottile e si insinua anche nella mente dei soldati americani e profanerà il verde di quei prati quando torneranno a casa e anche quando non torneranno più inariderà la vita in quelle case ordinate.